#202 – Quotidiano

La suoneria della sveglia lo riporta alla realtà. Si alza senza indugi e si cimenta nelle quotidiane abitudini mattutine. Un leggero fremito gli percorre la schiena mentre il pensiero di non radersi, subito accantonato, fa capolino nell’angolo dello specchio del bagno.
Durante l’abituale colazione il notiziario in tv snocciola numeri e colori, poco più di un sottofondo al chiacchiericcio dei familiari riguardo alla serie vista la sera prima e alle canzoni di Sanremo.
Salutati moglie e figli esce di casa per recarsi al lavoro, invidiando un pochino la loro possibilità di restare a casa in smartworking e DAD. Chissà che prima o poi anche il suo ufficio possa adeguarsi alle nuove disposizioni.
Prima di salire in auto, la sua attenzione solitamente consolidata su comode partiture viene scossa da una particolare nota stonata che si intromette al limite del campo visivo, niente più che l’immagine di un istante.
Il viaggio verso il lavoro è scandito da rassicuranti voci di conduttori radiofonici, da musica leggera e da notizie pesanti, le ore in ufficio dal metodico susseguirsi di pratiche da smaltire e chiacchiere tra colleghi, il rientro verso casa da altre voci e musiche e raccomandazioni, la serata dall’alternarsi di piccole faccende, resoconti reciproci, qualche ora di relax davanti alla tv e finalmente il momento di coricarsi per il meritato riposo.
Solo a quel punto la fugace immagine intravista al mattino si ripresenta, impedendogli di prendere sonno come al solito.
Allora si alza, quasi sconcertato dalla sua decisione e, senza nemmeno preoccuparsi di avvertire i familiari o indossare qualcosa di diverso dal pigiama, si precipita giù, in strada, sfidando perfino il coprifuoco.
Quello che al mattino aveva solo intravisto ora gli appare chiaramente per quello che è.
Un annuncio funerario che riporta indiscutibilmente il suo nome, senza tema d’errore, oltre alla frase di cordoglio da parte di parenti e amici.
Solo a questo punto, finalmente tranquillo, torna sui suoi passi, si corica a letto e, finalmente, chiude gli occhi.
Ancora.

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