[il repost del lunedì] – L’ultimo errore

Ho deciso di ripubblicare qualche vecchio racconto di inizio blog, ora che siete molti di più. Spero di fare cosa gradita.

Lei è un muro impenetrabile.
La maglietta bianca e i jeans, freschi di bucato, non riescono a foderare il suo profumo. I capelli ancora umidi dopo la doccia, consorziati in riccioli, litigano tra loro. I palmi delle mani poggiati sul bancone della cucina. Il sole del tramonto in pieno viso, intriso e dello stesso colore dei capelli.
Il cinguettio primaverile degli uccellini che arriva da fuori combatte con il silenzio dell’interno, e vince. In qualsiasi altro giorno sarebbe stato meraviglioso, ora è dissonante.
Lui posa lo sguardo sulla valigia che ha davanti, sul pavimento di ceramica che hanno scelto insieme. Pensa che non è possibile che tutto il suo mondo sia dentro quella valigia.
Non è chiusa bene. Le mani che hanno provato a farlo erano nervose e tremanti. A metà percorso il cursore della zip non ha retto allo stress e ha abdicato.
Qualcosa di azzurro fa capolino dalla parte ancora aperta. Un azzurro che ricorda altri tempi, di lago e montagna, di giorni leggeri e notti piene. Lontani.
Guarda ancora lei. Il sole la abbraccia come vorrebbe fare lui.
Ora la desidera come non ha mai fatto prima. Basterebbe allungare una mano. Basterebbe una parola. Basterebbe non restare fermo.
Una folata di vento tiepido e odoroso.
I capelli di lei si muovono come dotati di vita propria. Le eclissano il viso. Nascondono la delusione dei suoi occhi e scacciano via  anche l’ultima speranza.
Lei si volta. La schiena immobile. Se respira non lo dà a vedere. La sua vita adesso é solo sua.
Lui afferra la valigia. E nel momento in cui la solleva comprende di aver fatto l’ultimo errore.
Il sole tramonta.
La porta si chiude.

17 Comments

  1. Dicono che un’ immagine valga più di 1000 parole. E’ vero.
    Ecco come con 300 parole circa disegnare un’ immagine, che poi ne vale più di 1000, come da detto di cui sopra.
    Se non fosse che ho il forte sospetto (spero di sbagliarmi) che questa sia un’ esperienza vissuta, nel qual caso il mio commento sarebbe irrispettoso, mi azzarderei a dire che l’immagine di Lei, così come la descrivi, suscita in me un qualcosa che si avvicina parecchio al desiderio fisico. (Ooops, l’ho detto lo stesso. Pardon).

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    1. Tranquillo, è solo frutto di immaginazione. LEI è spesso idealizzata nei racconti. Non sempre. Spesso. Tendo a non descrivere mai troppo i personaggi, perchè mi piace, quando leggo, costruirmeli, così come lo lascio fare a chi legge me.
      E poi non sarei geloso, semmai orgoglioso. 😁

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