Fede, Speranza e Verità?

Da bambino andavo in chiesa. Sono stato battezzato, ho frequentato il catechismo, conseguito i sacramenti fino alla cresima. Mi confessavo, certo non tutte le domeniche, qualcuna la saltavo, salvo poi sentirmi in colpa quando mi mettevo in fila per ricevere l’ostia oppure mi infrattavo nelle ultime file saltando il sacramento e sperando che Gesù non mi vedesse.
Senso di colpa.
Su questo si è basato l’insegnamento della religione.
Nessuno si senta offeso, sto parlando per me, esclusivamente per me.
Mi ci sono voluti parecchi anni per scrollarmi da dosso il senso di colpa per non essere un buon cattolico. E non è detto che ci sia riuscito in pieno perché, vedete, anche se non credo nel dio che viene raccontato dal Papa, un certo timore poi di ritrovarmelo davanti, quando sarà, difficilmente riesco a estirparlo.
Perchè per credere si deve avere Fede. Con la effe maiuscola. E non bisogna porsi quelle domande che nascono in maniera naturale quando si legge, si studia, si impara.
Devi avere fede, ti risponde il prete se gli chiedi spiegazioni.
Devi avere fede, ti risponde il medico se gli chiedi spiegazioni.
Il problema è che io di fede non ne ho. E quindi mi faccio una marea di domande.
E siccome le domande che mi pongo non sono di natura religiosa ma scientifica, e non vado in chiesa da parecchio tempo, ho cercato risposte nel nuovo tempio della conoscenza. Sì, la televisione. La radio, al limite.
Ma stringi stringi, quello che sento, vedo, ascolto, mi ricorda terribilmente la messa delle dieci la domenica.
In piedi, seduti, cantate tutti in coro, pregate, ascoltate la Parola del Signore.
Recitate il credo, peccatori.
E ora come allora io fatico a fidarmi, perché mentre ascolto mi nascono dentro domande a cui non trovo risposta in chi parla, molto bravo invece a instillare il buon vecchio senso di colpa.
Quindi esco dalla chiesa, esco dal tempio televisivo, apro la mente, allargo lo sguardo, leggo e ascolto anche chi ha altro da dire.
Certo la piazza è piena di ciarlatani che urlano, pestano i pugni sul tavolo, minacciano di morte chi non è d’accordo con loro. Ma c’è anche chi argomenta con calma, prendendo più tempo di quello concesso dalla predica su un altare o da un passaggio in uno studio televisivo.
Domando, e trovo risposte. Giuste o sbagliate, non sempre posso saperlo, ma mi servono a formare un pensiero critico, laterale, aperto, che spesso mi porta ad altre domande, alla crescita di nuovi dubbi.
Ma l’importante è cercare in ogni direzione, ascoltare, valutare. Ragionare, non subire il ragionamento.
Perché Fede non ne ho mai avuta ma ho sempre la Speranza di capire, anche se so che la Verità è un’utopia.

19 Comments

  1. Si anche io mi faccio tante domande, tipo… Se esiste dio perché succedono certe cose? Oppure, dopo esser andato in chiesta bla bla, davvero andrò in paradiso?? Secondo me, crediamo, perché per vivere bisogna credere in qualcosa… Ci fa andare avanti

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  2. Io credo nel vivere secondo coscienza, penso che ognuno di noi, anche i peggiori, abbiano dentro di sé la vocina del grillo parlante. Se si ascolta quella, secondo me, non si sbaglia mai.
    Mi è sempre piaciuta una frase, non ricordo di chi, che dice: non importa se non credi in Dio, è lui che crede in te. Ragionamenti da 11 di sera….
    Buonanotte 🙂

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    1. Ragionamenti validi per tutte le ore. In realtà ho utilizzato la chiesa e la religione come similitudine per descrivere l’atteggiamento di cieca fiducia (sottomissione) che la gente (il popolo) sembra avere verso il potere costituito. Soprattutto in questo periodo. Vedo che molti non si fanno domande, o forse si fanno andare bene le risposte che ricevono.
      Ragionamenti da mezzanotte… 😉

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      1. Anche io sono sconvolta dalla mancanza di domande e da quella che a mio avviso è una forma di ingenuità pericolosissima. Abbiamo accettato, e stiamo accettando, cose inimmaginabili senza fare una piega. E questo mi fa paura.

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  3. Io sono atea, dunque non ho mai avuto “fede”. Sono una che crede nella scienza, nelle verità tangibili. Bisogna porsi domande, non credere a tutto ciò che ci viene detto, dobbiamo imparare a pensare con la nostra testa. Bell’articolo 😉

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