#172 – ABC…

A. è un convinto sostenitore del servizio pubblico e non si perde una trasmissione televisiva in cui vengono elencati numeri e sviscerate tesi a conforto del fatto che nel mondo (ma soprattutto in Italia) è in atto una pandemia. Ogni sera recita un rosario alla stessa ora di Barbara D’Urso e Matteo Salvini.
B. ha l’impressione che ci sia qualcosa che non quadra, quindi si informa anche attraverso canali non ufficiali e scopre tutto un mondo dietro la facciata istituzionale. L’impressione diventa dubbio, il dubbio diventa domanda. La domanda diventa risposta e la risposta diventa rabbia muta.
C. è un fervente paladino della tesi del complotto ed è convinto che la causa di tutto sia responsabilità dei cinesi, forse degli americani, sicuramente di qualcuno molto in alto. Non si fida però a parlarne ad alta voce, nemmeno in famiglia, soprattutto da quando in casa sua c’è Alexa.
D. sorride all’ipotesi del complotto e si getta anima e corpo a inveire contro l’usanza barbara di mangiare serpenti, pipistrelli o qualsiasi altra cosa si possa trovare in un wet market cinese. Smette solo quando l’acqua bolle e può buttarci dentro l’aragosta viva.
E., in ogni modo, di stare ancora chiuso in casa non ne può più e ha messo in piedi una piccola tipografia in cui stampa e spaccia false autodichiarazioni aggiornate in tempo reale.
F. si apposta alla finestra e, al riparo dietro tende e sacchi di sabbia, spara telefonate di denuncia verso i vicini di casa che portano fuori il cane, con l’aggravante di non indossare la mascherina, né loro né il cane.
G. dal canto suo avrebbe già promulgato una legge per la deportazione e possibilmente l’epurazione di tutti gli animali da compagnia e non, che non si sa mai che siano portatori involontari, forse anche volontari, del virus.
H. ha riempito casa e social di arcobaleni e scritte ottimistiche, ma la sera, a letto, annega in un mare di sconforto e disperazione.
I. ha trasformato il bagno in una serra per la coltivazione di frutta tropicale, il balcone in un orto biologico terrazzato, il ripostiglio in una yogurteria grazie ai fermenti lattici vivi, la camera dei ragazzi nel caveau dove si espande il lievito madre, il salotto in un birrificio, la camera da letto in caseificio e magazzino di stagionatura dei formaggi e la cucina in un set televisivo da cui ogni giorno parte una diretta internet.
L. tiene un diario della quarantena in un blog e il suo sistema nervoso è a un solo post dal baratro.
M. corre tutto il giorno sul tapis roulant. Ha già percorso il giro del mondo e si appresta ad affrontare la distanza Terra-Luna. In cuor suo spera che la quarantena duri abbastanza a lungo da riuscirci.
N. continua a fare la vita di sempre, occhi incollati al computer e orecchie appiccicate alle cuffie bluetooth, si è accorto che c’è qualcosa di diverso perché su Fortnite ci sta molta più gente tutto il giorno e l’attesa per la consegna della spesa a casa è più lunga.
O. si destreggia tra smartworking, chat di Whatsapp, post di Facebook, aperitivi su Instagram, serate in videocall su Zoom e visioni in contemporanea su Netflix. Sta chiaramente sbarellando.
P. legge compulsivamente qualsiasi cosa e ne scrive una recensione che poi pubblica in rete. La sua analisi del bugiardino della tachipirina ha superato i cinquemila like e viaggia ancora alla grande.
Q. non sa più quali parti di se stessa fotografare e condividere sui social. Ora sta pensando di creare una serie web con protagonista l’unghia del mignolo del piede sinistro, seconda scelta al provino perché il destro ha avuto un diverbio con un permaloso angolo di cassettiera.
R. tutte le sere in diretta Instagram si produce in un dj set molto seguito da collezionisti di vecchi vinili, amatori delle camice di forza e virtuosi degli strumenti di tortura.
S. approfitta di questo periodo di reclusione forzata per riscoprire i veri valori della vita nonché le benefiche virtù dell’alcool in tutte le sue forme, colorazioni e gradazioni.
T. grazie a video tutorial sta imparando a suonare la chitarra, il piano, la batteria, la coda del gatto, le maracas del fidanzato e il campanello del vicino.
U. ha smontato, pulito e rimontato tutti i mobili di casa e, con le viti e i bulloni che poi gli sono avanzati ha messo su uno spaccio clandestino di ferramenta per amanti del bricolage in astinenza.
V. si è guardata tutto il catalogo di Netflix e Amazon Video in rigoroso ordine alfabetico. Quando ha scoperto il canale Disney non ha potuto trattenere le lacrime.
X. apre la porta di casa solo per ritirare i sacchetti consegnati da Esselunga. I vicini sospettano che viva negli stessi vestiti da due mesi. Anzi ci sono buone probabilità che siano proprio loro a ritirare la spesa in autonomia.
Y. si è improvvisata personal trainer e le sue videolezioni sono seguitissime. Si sospetta che i numerosi casi in tutta Italia di dissociazione dell’osso sacro siano riconducibili a una sua lezione di yoga.
Z. ha montato sul balcone di casa un modesto ma funzionalissimo palco e ogni sera si esibisce gratuitamente in opere liriche scandinave a favore dei condomini. Per grande gioia dei soprannominati condomini Amazon consegna tappi per le orecchie con solerzia e puntualità.
E W., mi chiederete?
W. se ne sta tranquillo, seduto in riva al fosso, ascolta l’acqua scorrere e sente che il vento soffia ancora, forse aspetta le astronavi… ma solo fino al mattino.

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