#169 – Il mondo dei punti di domanda

C’era una volta un mondo perfetto e pacifico in cui oceani e terre emerse pullulavano di innumerevoli forme di vita animale e vegetale. Era un mondo governato da regole naturali semplici e perfettamente sincronizzate. Ogni specie vivente, che appartenesse a flora o a fauna, seguiva per istinto queste regole e prosperava in un giusto equilibrio.
Il perfetto bilanciamento di ogni fattore era principalmente dovuto alla meravigliosa alchimia sviluppata tra la natura e la particolare peculiarità di quel mondo, i punti di domanda.
I punti di domanda nascevano spontaneamente ovunque e in ogni momento. Grazie alla loro struttura leggera e alla forma tondeggiante avevano la capacità di sfruttare le correnti calde ascensionali o le fresche brezze orizzontali per librarsi in volo. Riempivano ogni angolo del cielo e avevano in qualche modo la capacità di mantenere i naturali equilibri. Essendo invisibili a tutti gli esseri viventi che popolavano quel mondo, prosperavano tranquilli.
Per milioni di anni la vita su quel pianeta si sviluppò senza scosse, fino a quando fece la sua comparsa una nuova specie sulla cui origine ancora alberga il dubbio se si fosse sviluppata in quell’ambiente o al contrario ci fosse in qualche modo capitata per caso, magari per un malaugurato contrattempo.
Fatto sta che quei nuovi esseri svilupparono la capacità di riuscire a vedere i punti interrogativi e ne risultarono morbosamente attratti. La storia non ci ha tramandato una sicura verità ma solo miti e leggende sull’identità del primo di questi esseri che ne catturò uno.
Quello che sappiamo per certo è che i punti di domanda erano per loro natura timidi e diffidenti e se non venivano approcciati nel modo corretto, appassivano e si dissolvevano nel vento, subito sostituiti da altri, ancor più diffidenti e schivi.
Ma caparbietà e insistenza erano doti insite e inequivocabili delle nuove creature, soprattutto di quella che, prova e riprova, riuscì infine a prendere per il verso giusto uno dei punti di domanda più semplici e forse per questo più ingenui. Lo accarezzò delicatamente fino a guadagnarne la fiducia e poi lo afferrò in modo repentino per il punto strattonandolo con forza verso il basso.
Il punto interrogativo, colto di sorpresa dal comportamento della creatura, non riuscì a opporre resistenza e tanto meno a fuggire.
Trascinato con violenza verso il basso, si raddrizzò e irrigidì diventando un punto esclamativo e perdendo in tal modo la forma panciuta che gli permetteva di librarsi nell’aria. Cadde pesantemente al suolo, distruggendosi e andando a rovinare per sempre la porzione del terreno sulla quale si infranse.
La creatura responsabile non si scompose affatto per questo effetto collaterale perché subito dopo la cattura del punto di domanda riuscì a risolvere un problema che lo attanagliava da tempo e migliorò sensibilmente il suo stile di vita.
Da quel momento moltissime di quelle strane creature che infestavano il mondo iniziarono a catturare sempre più punti di domanda. E più ne catturavano più affinavano la tecnica adatta a farlo, fino ad arrivare a costruire macchine automatiche che potevano farlo al posto loro.
Nonostante i punti di domanda continuassero a nascere spontaneamente, non potevano far fronte alla sempre maggiore caccia da parte delle creature che, noncuranti del fatto che gli interrogativi, una volta diventati esclamativi, rovinassero a terra deturpando l’ambiente, continuavano imperterriti la loro missione di ricercarne sempre di nuovi, con sempre maggior vigore.
I vantaggi che ottenevano dalle risposte offerte dal sacrificio dei punti di domanda fecero in modo che le creature non si rendessero conto o comunque ignorassero il danno collaterale. Il terreno su cui camminavano era ormai quasi completamente ricoperto di punti esclamativi inerti, interi o distrutti, inutili e dannosi. Le piante meravigliose che tempo prima ricoprivano quel mondo faticavano ormai a trovare spazio e molti animali dovettero spostarsi in zone sempre più circoscritte. Le creature, dopo aver catturato tutti i punti di domanda che fluttuavano a basse altitudini costruirono strutture sulle macerie di punti interrogativi per salire più in alto, poi inventarono macchine volanti per poter raggiungere i punti di domanda che stazionavano ancora più in quota. Più salivano più ne trovavano. È più riuscivano a catturarne a grandi altezze più le risposte che ottenevano li gratificavano e non gli facevano prestare attenzione ai neo punti esclamativi che cadevano con sempre maggiore violenza causando danni esponenziali.
Le creature non si fermarono mai, nemmeno quando furono costrette a uscire dal loro mondo per trovare nuovi interrogativi da catturare.
C’era una volta, quindi, un mondo perfetto e pacifico. Gli oceani e le terre emerse pullulavano di innumerevoli forme di vita animale e vegetale.
C’era, una volta…

7 Comments

  1. Ciao Walter , mi ricorda un po’ un post che avevo scritto sul “ pensionamento di Dio” , ma tu hai saputo meglio scrivere e rendere l’idea ( perché solo di quella purtroppo si tratta) di un mondo perfetto.

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      1. Non so bene quale risposta scegliere, fra le tante che mi sono venute in mente. Diciamo che io ho cominciato a rispettare i punti di domanda e a lasciarli vivere relativamente di recente. Il motivo di certe domande non è avere risposte, il motivo e la guida sono la domanda stessa; almeno questo è quello che mi sembra di trovarmi dentro. Rimane il fatto che credo ci voglia una bella scorta di esperienze prima di uscire dalla dittatura culturale della risposta; esperienze che comunque devono essere accompagnate da riflessione e accettazione.
        Uff, mi imbarco sempre in questi discorsi così complessi da fare tra i commenti, è che scrivete troppo incisivo ragazzi miei! 🙂
        In ogni caso volevo darti un’idea del tipo di riflessioni scatenate in me dal tuo racconto. Il mondo che crei mi piace assai, l’immagine dei punti interrogativi panciuti e pacifici 🙂 e scorre che è un piacere

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        1. Un bel commento. Sono contento che ti sia scaturito dalla lettura di una delle mie storie. Dici che hai imparato di recente a lasciar vivere i punti di domanda. Io me li immagino felici di rivelarsi, se presi nel modo giusto, con delicatezza e rispetto.
          Appena avrò tempo verrò a curiosare nel tuo, di mondo.

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