Questa non è una mia storia…

…altrimenti saprei come farla finire.
Ieri, lo sappiamo tutti, si è svolta la manifestazione Friday for Future.
Uno sciopero di studenti a livello mondiale per sensibilizzare i potenti del Mondo sul problema del surriscaldamento globale. L’evento, nato dall’impegno della giovane attivista svedese Greta Thunberg, ha avuto un successo planetario. E’ stata sicuramente una giornata eccezionale, bellissima e mondiale. Una manifestazione sentita e che si è fatta sentire. Vi hanno partecipato anche le mie figlie, felici e orgogliose d’averlo fatto.
E io voglio ufficialmente chiedere scusa.
Chiedo scusa a mia figlia Greta, omonima della famosa giovane attivista, chiedo scusa a mia figlia Tessa, ai loro amici e a tutti coloro che hanno partecipato sperando che possa servire a qualcosa.
Sarò cinico, sarò disilluso, sarò solo stronzo, ma sono convinto che nulla cambierà.
Non in meglio, comunque.
E’ un pensiero fisso che mi ha accompagnato dal mattino, mentre ascoltavo le notizie sul successo della manifestazione date dai radiogiornali fino a sera, davanti alla tv, osservando le facce di quei ragazzi arrabbiati e speranzosi. Pensavo che, mentre li ascoltavo chiedere un cambiamento subito, immediatamente, ora, le persone che avrebbero dovuto ascoltarli in realtà forse nemmeno sapevano cosa stesse accadendo.
Voi avete per caso sentito, vi è giunta voce, qualcuno vi ha riferito, per lo meno qui, in Italia, che qualche politico “gerarchicamente” di alto livello (non in senso lato, sarebbe chiedere troppo) abbia commentato sulla manifestazione?
Io, almeno nel telegiornale che ho visto, non posso e non voglio vederli tutti, ho sentito parlare solo della necessità di accrescere il PIL, procedere con le grandi opere, rilanciare l’economia e comprare aerei da guerra (perchè non possiamo farci trovare impreparati… a cosa? C’è qualcosa che non so?)
Ora, sono scemo io o tutte queste attività non faranno altro che aumentare il riscaldamento globale? E stiamo parlando solo della politica italiana. Se rapportiamo il tutto a livello mondiale, ciao.
Altra considerazione, se avete la pazienza di continuare a leggere, forse più importante a mio parere. Credo che non si possa fare affidamento su quei quattro gaglioffi (sostituite il termine con quello che più vi aggrada) che comandano il mondo, per cui, sto dicendo una cosa veramente banale e abusata, la rivoluzione dobbiamo farla noi. Nel nostro piccolo quotidiano.
Io, voi, tutti quei ragazzi che oggi hanno partecipato. Quanti di noi, di loro, contribuiscono a questo sistema malato?
Quanti di quei ragazzi ieri, dopo la manifestazione, sono andati a mangiare in una multinazionale (leggi McDonald)?
Quanti hanno in mente di comprare un nuovo smartphone (made in China) anche se il loro funziona ancora benissimo?
Quanti rinunceranno all’auto appena patentati?
Quanti non faranno quel viaggio che hanno in programma da tempo ma che prevede un volo aereo tanto economico quanto inquinante?
Quanti, per risparmiare acqua, diminuiranno la frequenza e soprattutto la durata della loro doccia?
Quanti eviteranno di comprare quelle merci la cui confezione è maggiore del prodotto?
Quanti diminuiranno (o meglio elimineranno) il consumo di carne, la cui produzione (ormai non è più una questione di essere vegani o no) è la seconda causa di inquinamento del pianeta?
Quanti smetteranno di bere Coca Cola (una fra tante), che per farne un litro ne servono circa settanta di acqua?
Quanti spegneranno la luce che non serve, chiuderanno il rubinetto mentre si lavano i denti, non compreranno jeans colorati con tinture venefiche in paesi del terzo mondo, ricicleranno correttamente batterie plastica carta, compreranno a km 0 e rifiuteranno di far parte di quel meccanismo auto-distruttivo che chiamiamo Consumismo?
Spero ovviamente in molti. Lo spero ma non lo credo.
E queste sono solo alcune delle piccolissime abitudini che se modificate, possono produrre enormi cambiamenti. Verso il meglio.
Qualche giorno fa ho sentito in radio un meteorologo di fama nazionale (non faccio il nome perchè non ho voglia di cercare le sue esatte parole, ma fidatevi), che alla domanda cosa si può fare di concreto, adesso, per scongiurare una catastrofe ambientale, ha risposto tranquillamente: ridurre il consumo, ergo bloccare l’economia. Spegnere tutto quello che si può spegnere.
Lo capite anche voi, questa soluzione cozza leggermente con le promesse e le speranze dei politici di tutto il mondo riguardo l’aumento dei consumi e il rilancio dell’economia.
Vabbè ragazzi, potrei continuare per ore e riempire il post di caratteri, parole, numeri, statistiche, esempi. Se avete voglia di farvi del male cercate voi su internet.
E comunque non servirebbe a nulla. Tanto, a meno che non ne siate costretti, non cambierete le vostre abitudini (il voi è generico, nessuno si senta offeso).
Io stesso, che nel mio piccolo mi taccio di essere sensibile verso l’ambiente, potrei fare molto di più. Per esempio adesso potrei dormire, invece di tenere acceso un computer e le luci di casa solo per inviare poi queste vuote parole ai server di wordpress, contribuendo al surriscaldamento globale.
Il solo fatto che io esista è un danno per il pianeta, posso cercare di ridurre il mio impatto, non lo posso evitare (non che al pianeta freghi molto di questa situazione, in fondo il danno lo facciamo a noi stessi, il pianeta evolverà e sopravviverà, diversamente da noi).
E io sono solo uno dei sette, quasi otto miliardi di umani.
E nella migliore, più rosea, utopica delle ipotesi, anche se mezzo miliardo di individui iniziasse a comportarsi in modo veramente, ma veramente ambientalista, rimarrebbero sempre sette miliardi e passa di teste di cazzo a buttare nel cesso ogni sforzo.
Ma voglio concludere con un pensiero positivo.
Voglio credere che fra tutti quei giovani che ieri hanno sfilato per le strade del mondo, almeno qualcuno abbia la costanza di perseguire un sogno e riesca davvero a fare la differenza, con il suo voto, con le sue idee, con il suo impegno sul campo.
Nel frattempo, ragazzi, vi chiedo scusa.

18 Comments

  1. Non sei cinico Wal, sei realista. E il realismo fa a pugni con gli ideali, sopratutto questi. Non esistono ricette a mio avviso. Tutto si getta nel campo dell’utopia. Ma ecco, parlarne, portare alla luce i problemi, a volte, serve. Se non a risolverli, almeno ad esserne consapevoli

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    1. Anche questo è uno dei problemi. La poca consapevolezza. O il rifiuto. Conosco una persona che dopo aver visto un servizio in tv che denunciava la scarsa igiene e le irregolarità profonde in un famoso allevamento di pollame, disse che certe cose non andrebbero trasmesse perché poi la gente smette di mangiare il pollo. E secondo questa persona la cosa era sbagliata….

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  2. Ci sarebbe da parlare per ore, non ho partecipato alla manifestazione perché non lo sapevo ma ne condivido il messaggio, al tempo stesso davanti alle tue domande rispondo “non io”. Purtroppo non si può ignorare nè l’ambiente nè il sistema economico globale, gli interessi dei due cozzano per forza di cose, siamo consumisti, fermare i consumi bloccherebbe l’economia e non ci vuole un economista per capirlo. Bisognerebbe cercare strade diverse, investire in ricerca ad esempio, costruire auto e aerei meno inquinanti, cambiare ricetta della coca Cola, e basterebbe cambiare quelle piccole abitudini di tutti, come chiudere l’acqua quando non si usa e spegnere le luci. Ognuno può fare questo, poi ci sono le industrie che sono un discorso a parte, perché dipende da uomini più potenti di noi. Insomma È una strada lunga, io non ho tante speranze seppur giovane, ho 20 anni e dovrei credere nel cambiamento ma mi riesce difficile viste le premesse… scusa per lo sproloquio 😅

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  3. E, se posso, mi associo ala scuse che porgi perché sono molto d’accordo. Ti dirò di più: è una cosa molto bella quella che è successa e, come te, spero che qualcuno di questi giovani prosegua “senza passare da Mc’donald poi) ma chi c’è dietro alla giovane svedese? Chi le ha dato cotanta visibilità sul web in un batter d’occhio? Suca il mio scetticismo , forse non so che questa ragazza combatte questa battaglia da quando aveva 13 anni magari e , finalmente, ha raccolto i consensi necessari per, come dire, fondare un movimento mondiale; se invece è sorto tutto velocemente allora: quale ė il vero scopo?
    Un po’ come i due boeing esplosi: per abbassare il valore delle azioni – come vuole la nuova cordata di acquirenti magari- o perché qualcuno che stava andando nella profonda Africa disturbava riguardo qualche tipo di sfruttamento? Magari si sono trovati in un bel ristorante a Mosca come a Manhattan o a Hongkong il capo cordata per la Boeing e lo sfrutttatore della risorsa africana ( che avrebbe decimato una popolazione togliendole la terra,etc) ed hanno brindato per aver preso due piccioni con una fava: far esplodere il Boeing con i delegati che se ne andavano in Africa!
    Ecco, potrò sembrare folle ma io credo che il mondo funzioni così in barba a noi povere cavie deficienti e speranzose e ho dei dubbi anche riguardo a questo bel movimento di giovani pieni di speranze….o illusioni….

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    1. Purtroppo, come dicevano i nonni, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca. Sulla giovane Greta voglio pensare solo bene, anche se ovviamente avrà alle spalle meccanismi molto più grandi e rodati di lei…
      Onestamente non mi sembri folle, certi collegamenti non sembrano così astrusi. E sappiamo bene che l’unica cosa che conta su questa terra, per chi comanda, è il denaro.

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  4. Molto vero questo tuo articolo. L’ingranaggio di un sostanziale cambiamento è davvero lento e incrostato. Ma voglio credere che qualcosa si può comunque fare. Cominciando dai piccoli gesti, come non buttare un mozzicone di sigaretta in spiaggia o chiudere l’acqua quando ti lavi i denti. Piccoli gesti moltiplicati per l’universo diventano grandi gesti. Per tutto non c’è modo. Ormai i danni gravi son stati fatti. Buona serata Walter 🌜🌛

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  5. Certe cose lasciano un segno. Penso che una parte di questi giovanissimi (che erano davvero in tanti) che hanno partecipato alla manifestazione continuerà – se famiglia, scuola e amici non faranno di tutto per spegnerli – a coltivare il sogno ad occhi aperti di migliorare la situazione del pianeta. Nei miei 40 anni tra di loro a scuola ho seminato senza aspettarmi ogni volta di vedere il risultato (che spesso arriva e ti sorprende dopo un percorso lungo e accidentato). A distanza di anni, quei ragazzini sono diventati grandi, donne e uomini con cui mantengo dei contatti e mi accorgo che sono state le azioni, più che le parole, a lasciare un segno indelebile, segni che loro stessi riconoscono a distanza di tempo. Penso che una ragazzina come Greta – diversa da tante altre – non si fermerà. O almeno lo spero!

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    1. Eh, ovviamente lo spero anch’io. Ho un pensiero pessimista ma spero veramente che le nuove generazioni si rivelino in grado di cambiare in meglio. Però ho due figlie che fanno parte di questa generazione, per loro posso garantire, ma conosco alcune loro amiche… e la vedo dura…
      Molto bello che i semi piantati in anni di insegnamento abbiano germogliato. Speriamo bene…

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