#85 – Testimonianza

La Teresa tira su col naso e lo tampona col fazzoletto, poi l’appallottola e se l’infila nella manica del cappotto. Non ne vuol sapere di passare questo raffreddore. E sì che il vaccino lo fa tutti gli anni, da quando ne ha compiuti ottantadue.
Ripensa a qualche giorno prima, quando quella signora gentile era andata a salutarla dicendole che era la nuova vicina e che era arrivata da poco e non conosceva nessuno in quel paese. Che suo marito faceva il camionista e allora era sempre in giro. Che suo marito quando tornava a casa beveva un sacco di caffè e allora le aveva chiesto se voleva un caffè, che ne aveva la casa piena. E che suo marito le aveva detto di far amicizia col vicinato, così non stava da sola. E suo marito era un gran brav’uomo e avevano dovuto trasferirsi lì per lavoro. E suo marito così guadagnava di più. E suo marito sarebbe tornato di lì a qualche giorno. E suo marito poi glielo avrebbe presentato se non le dispiaceva.
E la Teresa l’aveva ascoltata anche se non riusciva a capire tutto quello che diceva la Carmela, come aveva detto di chiamarsi. Perché parlava in un modo che la Teresa non aveva mai sentito.
Le aveva detto un milione di altre cose, ma la Teresa ricordava solo che tutte le frasi cominciavano con mio marito.
Adesso scuote la testa, la Teresa, borbotta qualcosa poi si rivolge all’amica che le cammina accanto.
“Ma sai che ancora non ci posso credere, a questa cosa?”
La Pina sospira perché è già la sesta o forse la settima volta che la Teresa ripete la stessa frase. Da quando sono uscite dalla chiesa nel corposo corteo funebre.
“Teresina, cosa ti devo dire, se dicono che è successo così, è successo così.”
La Teresa recupera il fazzoletto e si tampona nuovamente il naso. “Sarà, ma ancora non ci posso pensare, povera Carmelina. Io la conoscevo bene sai?” E scuote la testa. La Pina annuisce per l’ennesima volta.
L’auto funebre arriva all’ingresso del cortile della chiesa e si ferma. Gli addetti dell’agenzia compaiono dal nulla, con aria indifferente buttano sulla ghiaia quel che resta delle sigarette e si piazzano a lato della vettura. Poi si rassegnano ad aspettare, perché il nutrito e vetusto gruppo di compaesani ci mette un po’ a ricompattarsi nel cortile, accanto al feretro. C’è mezzo paesello, non perché tutti conoscessero la Carmela, anzi non la conosceva nessuno, semplicemente non hanno di meglio da fare. Son quasi tutti anziani, hanno la loro velocità e nessuna fretta.
Finalmente il prete benedice per l’ultima volta e un cenno del responsabile delle onoranze funebri indica che si può traslare la bara nella lunga auto nera. Gli addetti eseguono il lavoro con gesti sicuri e professionalmente rispettosi.
Come molti altri, la Teresa si produce in almeno tre segni della croce, sempre scuotendo la testa, sempre con il fazzoletto appallottolato nella mano destra. Butta l’occhio in tralice alla Pina, che di segnarsi non ci pensa nemmeno, e allora le assesta una gomitata. La Pina sbuffa e si segna.
L’auto funebre parte per riportare la defunta al suo paese d’origine. Il gruppo di fedeli si scioglie lentamente. La Pina prende sottobraccio la Teresa, che dimentica del peccato appena commesso dall’amica, torna a ribadire: “Io non ci credo a questa cosa, lo sai?”
La Pina sospira e alza gli occhi al cielo. “Ossignur, Teresina, han detto che hanno le prove, se l’hanno arrestato, vuol dire che è stato lui.”
La Teresa si ferma di colpo, si tasta dappertutto come se cercasse qualcosa, o come se ballasse la macarena. La Pina le blocca il braccio sinistro e recupera il fazzoletto dalla manica. La Teresa la squadra con aria truce e la rimbrotta. “Te lo già detto di non rubarmi il fazzoletto.”
“Sì me l’hai detto Teresa, me l’hai detto…”
“Povera Carmela,” ripete ancora la Teresa, “voleva così bene al suo marito.”
“Guarda che è stato proprio lui a farla fuori. ”
“Io non ci credo. Lei parlava sempre bene del suo marito. Sempre.”
“Ma Teresa, c’hai parlato una volta sola. E qui nessuno li conosceva, erano appena arrivati, come fai a dire questa cosa, tu.”
La Teresa sembra non dar peso alle parole dell’amica. “Non capisco, perché dicono che è stato lui? Anche lui le voleva bene.”
“Te l’ho già spiegato Teresina, l’ha detto lei prima di andarsene. Le sue ultime parole son state mio marito…”

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