#69 – Approccio

Questa volta son sicuro, mi ha toccato.
Ho avvertito distintamente il suo piede contro il mio. Naturalmente fingo indifferenza, figurarsi.
Le lancio solo un’occhiata fugace, di striscio, per capire. Sì, è la stessa tipa che ho notato prima. Sta ancora parlando al cellulare, ride, parla, ascolta, ride di nuovo. Ci siamo già incrociati più volte, lei sempre al telefono, ma una volta mi ha guardato, mentre rideva. Ora comincio a pensare che non sia stata una casualità. Mi chiedo con chi stia parlando, e soprattutto di cosa, non riesco a capirlo.
E comunque adesso ha fatto in modo di piazzarsi proprio accanto a me. Non riesco a crederlo.
Ancora! L’ha fatto di nuovo. Questa volta con un gomito o qualche altra parte del braccio, non lo so, ovviamente non mi giro. Un altro al posto mio si sarebbe già voltato, avrebbe attaccato bottone, in fondo è questo che lei vuole, no? Forse no, in effetti. Magari non si accorge nemmeno che mi sta tampinando, cioè, non sono sicuro che lo faccia apposta, può essere che sia io a farmi un film mentale e lei neanche se ne accorge che mi sta toccando. Continua a confessarsi in quel telefono.
Sono a disagio, qui in mezzo a tutta questa gente che non conosco, comunque non è modo.
Cerco di mantenere distacco, anche se adesso si è spudoratamente appoggiata. Combatto tra la voglia di voltarmi e il desiderio di sparire.
Insomma comincio a innervosirmi. Non mi capita spesso una situazione del genere. Anzi è la prima volta.
Incrocio lo sguardo di un’anziana signorotta che si diverte a osservare la scena e mi rimanda un sorrisetto a metà fra complicità e malizia. Le vorrei rispondere con un’alzata di sopracciglia ma non faccio in tempo. Quest’ultimo appoggio è talmente plateale che non può esistere che non l’abbia fatto apposta. Inoltre piazza il carico con una risata inopportuna al telefono che ormai sono quasi sicuro sia riferita a me.
Non posso più ignorare la situazione.
Perdo ogni freno inibitorio e mi volto, colto da audacia improvvisa.
“Scusa,” le dico con un tono di voce che non combacia per niente con le intenzioni, “non è che se continui a spingere, la fila alla cassa si muove più in fretta!”

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