#62 – Sì o No

Me lo ricordo benissimo quel giorno.
Io seduto sul dondolo dietro casa guardavo il sole sparire dietro tetti e fronde di alberi. Vedevo anche il tuo viso rivolto verso chissà cosa.
Ho cercato di capire cosa stessi osservando ma non mi è riuscito di scorgere nulla che attirasse l’attenzione più di altro. Probabilmente non vedevi niente oltre quegli alberi e quelle erbacce che li soffocavano.
Lo so, dovevo toglierle quelle erbacce. E dovevo potare quegli alberi.
C’HO PENSATO, mi hai detto quel giorno, sempre senza guardarmi, le mani appoggiate sui fianchi, la punta delle dita nascoste nelle tasche, mi hai detto che dovevo scegliere se restare lì o andare via, dovevo essere io a decidere. Ho continuato a guardarti mentre ti rispondevo che me ne sarei andato io, che tu potevi restare, ti ho osservato mentre continuavi a fissare quel punto che adesso mi piacerebbe andare di nuovo a cercare. M’hai detto di prender le mie cose e poi sei rimasta lì a seguire l’ultimo spicchio di sole, o almeno credo che tu l’abbia fatto, perché io sono entrato per prendere la mia roba, o almeno quella era stata l’intenzione. Non so perché poi non ho raccolto nulla, ho continuato fino alla strada e camminato via. Ho camminato, dormito e camminato ancora. Senza direzione e senza scopo. Ho cominciato a fare tutto quello che prima non potevo o non volevo. Ho iniziato a fumare, ho preso a bere sempre di più, ho abusato di qualsiasi cosa e di chiunque, ho rubato, mentito, truffato, credo anche di aver ucciso qualcuno, se per soldi o per rabbia chi lo sa più ormai. Insomma ho fatto tutto quello che non avevo mai immaginato prima di quel giorno e non ho più seguito la strada di prima. Ho smesso di pensare, di ragionare, di vivere sui binari della logica e del buon senso, ho smesso di essere me stesso.
O forse ho cominciato a esserlo? Ecco una domanda per cui non avremo mai una risposta.
Me lo ricordo benissimo quel giorno.
Io seduto sul dondolo dietro casa guardavo il sole sparire dietro tetti e fronde di alberi, e il tuo viso rivolto verso la mia fine.
SEI SICURA, ti ho chiesto, mi hai risposto. E quel SÌ mi ha fatto scivolare fino a qui, a finire i miei giorni in questo letto d’ospedale dove adesso mi dici che in realtà volevi dire NO.
Cazzo, tesoro, se è SÌ è SÌ, se è NO è NO.

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