#28 – Avvento

Il giovane prete è immobile, il battito cardiaco così rallentato da far dubitare perfino a sé stesso di essere ancora in vita, lo sguardo fisso verso lo schermo del tablet che tiene con entrambe le mani, reprimendo il bisogno di trovare sollievo per un fastidioso prurito dietro un orecchio.
Quando lo schermo finalmente si anima e una piccola icona passa dal rosso al verde, il giovane prete riprende a respirare regolarmente ed esce dalla stanza, senza degnare di un cenno altri sacerdoti e suore, a loro volta troppo indaffarati su terminali video per avvedersene.
I corridoi della santa sede sono vuoti spazi silenziosi e il giovane prete li attraversa senza quasi fare rumore, sotto lo sguardo muto di statue e dipinti secolari. Mantiene ancora saldamente il tablet tra le mani, preciso davanti a sé, con la stessa riverenza di come se trasportasse un’antica reliquia.
Le guardie svizzere lo vedono arrivare e spalancano le porte della sala. All’interno un folto gruppo di post-cardinali si muove lentamente, alcuni in gruppo altri solitari, senza uno schema preciso come pesci rossi in un acquario, immersi in un brusio confuso.
All’apertura delle pesanti porte in legno intarsiato, parlottio e movimento cessano e tutti si voltano a osservare il giovane prete, che esita qualche istante prima di varcare la soglia. Il tablet sembra volergli sfuggire dalle mani che cominciano a sudare risentendo della tensione, ma poi cambia idea e resta ancorato alle dita.
Come intriso di una volontà propria il congegno avanza tra i cardinali sostenuto dal giovane prete che funge ormai solo da propulsore, vola tra le desuete tuniche cardinalizie rosso-porpora, circondato da assoluto silenzio e scandagliato da decine di sguardi. La nebulosa porpora si allarga e richiude al suo passaggio. Viaggia a velocità costante da un lato all’altro della sala fino a fermarsi quando raggiunge la sua destinazione.
Il giovane prete con una riverenza esagerata porge il tablet al Papa Patrono, accoccolato su un’antichissima poltrona pontificia. Ora il silenzio è ancora più completo, totale e assoluto. Il fruscio della pesante veste papale risuona quasi come una cascata mentre il braccio si solleva e la mano prende possesso del dispositivo. Il giovane prete, orfano della sua appendice, sembra indeciso su quale sia ora lo scopo della sua vita, abbassa lo sguardo e con le mani lungo i fianchi si stira la tunica nera. Qualcuno tra i porporati lo congeda, e in pochi attimi sparisce oltre le porte che si richiudono al suo passaggio.
Il Papa prende il suo tempo. E’ lui a gestirlo, a decidere se farlo avanzare o tenerlo fermo. Accarezza il tablet con la punta delle dita. Una sottile lamina trasparente, quasi invisibile se non fosse per i piccoli stemmi del Nuovo Vaticano impressi in un angolo e il bordo argenteo. Lo schermo anch’esso trasparente non lascia trapelare nulla.
Un gentile ma deciso tocco dell’anello pontificio sulla superficie lo riavvia. Compare un numero bianco su sfondo azzurro intenso. Tutti i post-cardinali, nessuno escluso, cercano di carpire quel numero, chi allungando il collo, chi domandando silenziosamente al vicino.
Il Papa Patrono allontana l’anello e lo schermo ridiventa trasparente, porge il tablet verso lo spazio vuoto alla sua destra e immediatamente compare un’altra tunica nera che lo prende in consegna e lo porta via con sé. Poi lentamente il capo della Chiesa Unificata Universale si alza, osserva i suoi pastori rappresentanti che si sono raggruppati in un unico branco compatto e attendono solo un suo cenno. L’uomo non riesce a trattenere un accenno di sorriso, niente più che un leggero inarcamento verso l’alto dell’angolo sinistro delle labbra. Tanto basta.
La tensione si scioglie tra gli anziani prelati presenti e il brusio riprende possesso della sala. Il Segretario Personale scivola danzando sul lucido pavimento in marmo da un lato all’altro della sala, impartendo ordini silenziosi ai numerosi attendenti che sono comparsi dal nulla.
Le alte porte finestre che si aprono sul balcone di Piazza San Pietro vengono aperte e il boato della folla presente da ore si riversa all’interno delle antichissime mura del Nuovo Vaticano. Mentre il Papa si posiziona nel punto contrassegnato da una piccola croce, una voce nell’auricolare del Segretario avverte che la trasmissione video è online su ogni piattaforma mondiale.
“Figli miei,” esordisce come d’abitudine il capo della Chiesa Unificata Universale, “è finalmente giunto il momento del tanto atteso annuncio.”
Altra esplosione di grida euforiche.
“Dal giorno della mia investitura a Santo Padre, ho perseguito l’idea di una Chiesa Universale, che comprendesse ogni religione, ogni credo, ogni spiritualità  di questo pianeta. La strada è stata lunga e tortuosa, ha conseguito sacrifici, sono state fatte concessioni, si sono susseguite crisi di inaudita violenza e finanche sanguinose guerre sante. Per causa della nostra cecità spirituale siamo arrivati a erodere e scarnificare completamente questo mondo donatoci dal Signore. Ma tutto questo ha portato a una nuova e consapevole presa di coscienza, da parte di tutti noi, da ogni parte di quelle barricate ideologiche che hanno diviso l’umanità per secoli, per millenni. Ora tutto ciò è solo un ricordo del passato.”
Acclamazione di giubilo. Il Papa ricomincia, con il volume della voce che si alza progressivamente, aiutato anche da un’attenta regia audio.
“Nostro Signore Universale mi ha concesso di vivere fino a questo giorno. Mi ha concesso cinquantatré anni di vecchio e nuovo pontificato. Cinquantatré anni spesi solo per arrivare a questo momento. Il dato è ufficiale. La nuova Chiesa Unificata Universale, sorta dalle ceneri di tutte le antiche religioni che hanno portato gli uomini sull’orlo dell’annientamento, ha raggiunto la totalità degli esseri umani sul nostro pianeta. Quindici miliardi di uomini, quindici miliardi di credenti, il 100% dell’umanità vive nella grazia e nella lode del Signore Universale, che secondo le Nuove Scritture tornerà per portarci la salvezza.”
Questa volta il boato della folla è al di fuori di ogni scala volumetrica. Le vibrazioni provocate dalle onde sonore scaturite dalle acclamazioni di centinaia di migliaia di persone presenti penetrano fino alle ossa. Uomini e donne di ogni razza, etnia, nazionalità e credo politico, tutti uniti nell’unica e universale nuova fede religiosa. E non solo nella piccola piazza di una delle città più antiche del mondo, ma in ogni angolo del pianeta.

Molte ore più tardi c’è un uomo solo, spogliato delle pesanti vesti di Papa Patrono, nel centro di una piccola cappella nei sotterranei del Vecchio Vaticano. È inginocchiato, indossa una semplice tunica bianca, senza ornamenti. Niente croci, soli, stelle, mezzelune, triangoli, immagini o icone. E’ l’uomo più importante tra gli uomini, ora. L’unico a custodire un segreto antichissimo tramandato fino a lui dal suo primo predecessore, che giace in una tomba di pietra sotto i suoi piedi. Eletto Santo Padre da pochi uomini come rappresentante di uno dei tanti dei dell’Umanità e diventato poi Patriarca della Chiesa Unificata Universale, rappresentante in terra del Signore Universale, ora si genuflette fino a toccare con la fronte una delle pietre del pavimento, posizionando al contempo le mani su altre pietre ben definite ai suoi fianchi.
“Vieni, o Signore.” Sussurra impaurito e forse, non intimamente convinto.
Qualcosa scatta, qualcosa si muove. L’uomo si ritrae incredulo e sorpreso, mentre alcune pietre del pavimento si abbassano e spariscono di lato, rivelando quello che non si sarebbe mai aspettato di vedere, ma che gli appare come familiare e al contempo spaventoso.
Una mano, di un materiale opalescente e sconosciuto, che si erge dall’incavo del pavimento verso l’alto. Le dita rilassate, l’indice puntato in avanti. Il comando tramandato di Papa in Papa per millenni recitava poche parole, ma ora inequivocabili.
Quando ogni uomo sarà pronto a obbedire al suo Signore, tu lo invocherai, e la tua mano si ricongiungerà alla sua.
L’uomo ora non pensa più, non ha più timori, agisce d’istinto. Allunga la sua mano destra, l’indice in avanti, esita un istante, poi con un movimento lento e carico di misticismo, congiunge i due indici.

E i cieli sopra la terra si aprirono e le tenebre lasciarono spazio alla luce.
Tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini furono accolti nella grazia del Signore.
Egli inviò l’Arca della Salvezza e concesse loro di salirvi per portarli con sé verso l’Eden Eterno.


Guuuy entra nell’ufficio con la sua solita andatura altalenante. Ballonzola fino a un divano e ci si lascia cadere, sbuffando. Aspetta fino a quando Tiiis conclude la telefonata poi sfodera un sorriso smagliante.
“Che diavolo vuoi, Guuuy. Non è giornata.” Prorompe Tiiis.
“Vedrai che te la faccio diventare subito migliore. Mi ha appena chiamato Naaal dal Settore 6.”
Tiiis strabuzza gli occhi e si raddrizza sulla sedia. “Non mi dire…”
“Invece te lo dico,” continua Guuuy, “l’allevamento di umani è maturo. Quindici miliardi di capi, arrivati ormai all’esaurimento del loro ecosistema. Stiamo già procedendo alla raccolta.”
“Per tutte le cazzo di galassie! Quasi non ci speravo più che si dessero una regolata. Ormai davo per perso tutto l’investimento.” Esclama Tiiis lasciandosi ricadere sulla sedia, che stride faticando a trattenerne la mole.
Guuuy continua a sorridere, mentre prosegue. “E il bello è che la qualità è finalmente ottimale. Si stanno caricando sulle navi da soli, felici e tranquilli, proprio come vogliono le regole sanitarie.”
“Questo significa,” conclude Tiiis mentre già pregusta i futuri incassi, “che la loro carne sarà assolutamente priva di tossine nocive dovute alla costrizione, sarà squisita e soprattutto molto, molto remunerativa.”


immagine: Creazione di Adamo, particolare

3 Comments

  1. brrrr, inquietante.
    : )
    forse invece delle “tossine” da costrizione (un po’ immaginifiche) potevi puntare sui dettami della federazione ecologista intergalattica per i diritti degli animali, che al punto due recita “è ammessa la mattanza di mammiferi compiacenti che abbiano espresso un consenso informato”
    : ))
    mmm…. eh, e comunque onore al merito di chi tanto ha fatto e continua a fare per l’ecumenica convergenza delle credenze umane verso il pensiero unico (religioso o meno), tipo la simpatica Leading European Newspaper Alliance che con buona *LENA* s’adopra per l’indottrinamento internazionale delle popolazioni tutte. difatti, come si legge in una mail resa pubblica da Wikileaks dove la Santa Alleanza offre i suoi servigi alla candidata Hillary: “LENA has a combined reach of many millions of readers, both in print and online, in four different languages and in five (seven) countries across Europe (per l’Italia, la testata è “La Repubblica”). LENA, therefore, assures a broad impact for any interview, oped or feature, commissioning content to be published simultaneously in all members of the Alliance”. amen…
    : (

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