#14 – La difficoltà di scrivere…

Aria torrida.
Il calore penetra nelle narici mescolandosi all’aria nei polmoni, sensibilmente più fresca.
E’ alla fine, anni di indagini e appostamenti, intere notti trascorse su scomode sedie di scarsa qualità invece che nel proprio letto, magari in buona compagnia.
Ne è valsa la pena, comunque.  Anche se l’arma che ora stringe tra le mani non è la sua. Anche se l’impugnatura di legno chiaro è zuppa di sangue. Il sangue della sua collega. Vorrebbe sapere se lei è ancora viva, ma ha dovuto lasciarla sulla strada per prendere il bastardo a cui hanno dato la caccia per anni.
Il furgone brucia ancora, la valigetta all’interno ridotta ormai a un mucchio di cenere, tutte le prove raccolte negli anni, sparse al vento. Resta solo un modo per fare giustizia.
Lui è dentro il magazzino.
Solo un fatiscente muro di vecchi mattoni lo protegge dalla giusta vendetta.
Il tempo della ragione è finito, inizia quello dell’istinto.
Si lancia in avanti, un colpo esplode da qualche parte, schegge di cemento lo colpiscono in fronte, continua a correre, si butta a terra, più nella speranza che nella convinzione di evitare altre pallottole.
L’addestramento militare riaffiora dopo anni di scrivania e chili di troppo, e lo fa bloccare in ginocchio, l’arma puntata per istinto nel punto da cui ha sentito provenire gli spari.
Preme il grilletto. Vede solo il tamburo della Smith&Wesson girare e liberare proiettili…

Papo?
Sì?
Scusa mi passeresti il telefono?
Eh? Dov’é? Ah sì, tieni.
Grazie.

Uno, due, tre colpi. La pistola è piccola, con molto meno rinculo della sua automatica di grosso calibro.

Tesoro, guarda che domani mi devi tagliare quella pianta che ti ho detto.
Sì, sì.
Hai capito quale vero?
Sì… Poi mi fai vedere meglio…

Silenzio. Solo il suo respiro pesante e qualche calcinaccio che ancora rotola sul pavimento.
Un raggio di sole violenta una finestra in frantumi e…

Guarda papo!
Cosa?!
La gattina! Guarda che tenera!
Oh mamma, sì, la vedo… l’avevo già vista…

…e si infrange su un …

Non è che facciamo un caffettino?
Sssì…

Un raggio di sole ammanta di luce un cumulo di…

Game of Thrones!! La sesta stagione, da lunedì!

Un raggio di sole colpisce il simulacro di un trono, e il suo …

Ma NO!
Che succede?
E’ uscita Alyssa!
Chi?
Hanno eliminato Alyssa da Amici, ma dai…!!!
Ah, povera.

… il suono di una sirena in lontananza si fa strada nel silenzio carico d’attesa. E’ ancora immobile, dopo aver sparato, quanti colpi? Ha perso il conto. E se l’arma fosse scarica?
Lui si muove, dietro le casse, lo sente ma non lo vede…

Papo non riesco a chiuderlo.
Eh?
Vedi, l’ho chiuso fino ad ora…
Fatto.
Ok grazie.
Figurati…




Che fai? Scrivi o dormi?
Eh?
Dai andiamo a dormire.
Sì, arrivo.

 

Foto: mia.

4 Comments

  1. originale scampolo di “storia vera”, un thriller sanguinoso in cui, riga dopo riga, il lettore resta col fiato sospeso a domandarsi quale sarà il prossimo sadico stratagemma partorito dalla fantasia degli efferati aguzzini per torturare il nostro eroe. una scarpa slacciata? un esercizio di matematica che non viene? il lavandino otturato? l’allenamento di pattinaggio? pruriti della moglie?
    : ))
    come ti capisco, caro Walter! anche qui ogni giorno è un corpo a corpo…
    se posso permettermi un consiglio, però, cambierei il titolo (così com’è “spoilerizza” troppo fin dall’incipit ciò che verrà). forse sarebbe meglio un più neutro “resa dei conti” o qualcosa del genere.

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  2. Benedico la mia mansardina disordinata, calda d’estate e gelida in inverno, ma sede del mio trono e regno indiscusso della mia fantasia.
    Ora mi servirebbe solo un po’ di tempo, un po’ di tempo, un po’ di…

    Piace a 1 persona

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